L'ultimo spegne la luce - Consigli pratici per una vita ecologicamente corretta
Il 15 febbraio, in occasione dell'anniversario del
Protocollo di Kyoto,
si celebra la Giornata Internazionale del Risparmio Energetico. L’iniziativa prende il nome di "
M'illumino di meno"
e prevede una serie di azioni dimostrative, come lo spegnere le luci in importanti piazze italiane,
con l’obiettivo di ridurre il consumo energetico. Una giornata, quindi, di mobilitazione generale
che ci spinge a riflettere su cosa possiamo fare nella nostra quotidianità per preservare le
riserve del pianeta. E perché no, anche le nostre.
Prima regola rallentare
La vita è complicata, si sa, e molti pensano di non avere né tempo né forza per occuparsi anche
dell’ambiente. Invece, come per tutte le cose, è solo una questione di abitudine, perché bastano
davvero piccole attenzioni per risparmiare energia. Per esempio, quante volte capita di avere
contemporaneamente acceso il computer, la tv, lo stereo, magari in stand by, e la luce del bagno? E
non perché servano tutti insieme, semplicemente perché distratti dalle tante cose che si cerca
sempre di fare, ci si dimentica di spegnerli. E allora cominciamo con l’eliminare proprio lo stand
by, quella luce rossa sugli elettrodomestici che ne consente l’accensione immediata, ma che
comporta anche un inutile dispendio d’energia e un inevitabile aumento della bolletta.
E poi, proviamo a riappropriarci del nostro tempo e a fare una cosa alla volta. Ne beneficerà
non solo il pianeta, ma anche la nostra salute mentale.
Seconda regola: ottimizzare il lavoro degli elettrodomestici
La produzione d’energia ha sempre un forte impatto sull'ambiente e sulla salute a causa dei gas
climalteranti e dei prodotti di scarto della combustione che vengono immessi nell’atmosfera. Quando
accendiamo una lampadina, utilizziamo l’asciugatrice o ci facciamo una doccia calda, dobbiamo
ricordarci che stiamo consumando energia e indirettamente stiamo producendo sostanze dannose. Ecco
perché è così importante usare al meglio gli elettrodomestici; per esempio il forno consuma
moltissimo, meglio spegnerlo prima, il calore residuo terminerà comunque la cottura; la
lavastoviglie e la lavatrice vanno usate solo quando sono cariche e a 30° piuttosto che a 60°. Il
frigo deve essere sbrinato almeno una volta l’anno e le temperature ideali sono -18 nel congelatore
e +5 nel frigorifero. Se dovete acquistare o cambiare lo scaldabagno, sceglietene uno con portata
di 80/100 lt e mantenetelo tra i 60° e i 65°. Infine, se avete un condizionatore, cercate di non
scendere mai al di sotto dei 4, 5° rispetto alla temperatura esterna.
Questi piccoli accorgimenti non cambieranno la vostra vita, ma quella dell’ecosistema sì.
L’acqua: il bene più prezioso
Quante volte lasciamo aperto il rubinetto in attesa della temperatura desiderata? E mentre ci
culliamo nel dolce suono dell’acqua, non pensiamo che stiamo prosciugando fiumi e ruscelli. Secondo
un rapporto dell’ONU del 2006 in 30 anni si sono dimezzate le riserve idriche. E allora, cominciamo
a chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti, perché in pochi minuti scendono parecchi litri
d'acqua, quanto basta per preparare la cena e lavare pure le pentole. Sarebbe anche bene limitare
il tempo che si passa sotto la doccia e, quando un rubinetto gocciola, farlo riparare subito.
Impariamo a riciclare
Cerchiamo d’essere creativi, molti oggetti possono avere più di una vita, quindi prima di buttar
via contenitori di plastica, vetro o alluminio, pensate che potrebbero diventare dosatori,
sottovasi o portaoggetti. Se invece decidete che la spazzatura è il loro posto, allora assicuratevi
che finiscano davvero in quella giusta. E’ importante non solo separare la carta, la plastica e il
vetro, ma anche dividere i prodotti composti, come l’involucro di cellophane dalle riviste.
Sciacquate sempre i contenitori prima di buttarli via, perché se il contenuto secca, non possono
più essere riciclati. Un’attenzione in più che vale la pena avere, dal momento che in Italia sono
molte le cose prodotte con materiali di recupero, come i quotidiani, le caffettiere e le bottiglie
di vetro, giusto per fare qualche esempio.
Il cibo? Meglio se bio
Anche a tavola si può contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, scegliendo prodotti
provenienti da coltivazioni biologiche che mantengono la fertilità dei suoli. L’abuso di concimi
chimici e pesticidi in molte coltivazioni convenzionali, invece, altera gli equilibri naturali
delle piante, del suolo e dell’acqua, li impoverisce di nutrienti e li carica di inquinanti. Per
non parlare degli effetti dannosi sul nostro organismo, mentre i cibi di origine biologica
contengono più vitamine, minerali, fibra, proteine e antiossidanti. Questo non vuol dire che per
star bene sia necessario stravolgere il nostro stile di vita, basterebbe far un po’ più attenzione
a quello che si compra, prediligendo, per esempio, prodotti locali e di stagione che non hanno
fatto migliaia di chilometri per arrivare a destinazione e sono senz’altro più genuini. E poi,
impariamo ad acquistare il più possibile prodotti sfusi, così eviteremo di creare ulteriore
spazzatura con imballaggi inutili.
Queste sono le regole, serve solo la volontà di applicarle. Basta cominciare da qualche
piccolo gesto, perché per alleggerire il proprio impatto ambientale é sufficiente scrollarsi di
dosso alcune cattive abitudini. E’ una sfida che va accolta con gioia, sentendosi parte di un tutto
che vive anche grazie al nostro contributo.
A cura di
Elena Magni
Piccoli gesti di ecologia quotidiana
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Non mettere cibi caldi in frigo
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