Se l'orgasmo resta ancora un tabù
Molte donne si sentono incomplete, quasi “donne a metà”, se raggiungono l’orgasmo solo con la
stimolazione del clitoride, e non provano praticamente nulla, invece, con la penetrazione. Eppure
per la maggioranza di loro confessarlo non è facile. Ne parliamo con il
dottor Marco Rossi, presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale
e responsabile dell’area di Sessuologia della Società Italiana di Medicina Psicosomatica
(SIMP): “La sessualità femminile, ben più di quella maschile, resta in gran parte un
mistero. Sarà perché nelle donne gli organi genitali sono meno visibili di quelli maschili, dato
che sono in gran parte all’interno del corpo, ma la sessualità femminile appare in alcuni suoi
aspetti enigmatica , inafferrabile e contradditoria.
Si pensa che l’orgasmo sia il momento del piacere sessuale che coinvolge unicamente i
genitali, e di questa “falsità”
eravamo colpevoli anche noi sessuologi, in quanto in
passato
insistevamo nel distinguere fra orgasmo vaginale e orgasmo clitorideo. Oltre a
tale differenziazione
tendevamo anche ad attribuire erroneamente al clitoride un ruolo inferiore per
importanza e qualità rispetto all’orgasmo vaginale”.
Senso di inadeguatezza
Ecco spiegato un primo motivo per cui tantissime donne vivono un enorme disagio unito a una
sorta di senso di inferiorità, tanto che per molte di loro quest’esperienza si trasforma in una
fonte di grande sconcerto, poiché l’incapacità di raggiungere l’uno o l’altro tipo di orgasmo è
spesso considerata erroneamente una prova di inadeguatezza, dalla quale deriva tristezza, angoscia
depressiva, stizza e senso di colpa.
Un evento del cervello
“Di conseguenza- rivela il dottor Rossi, molte mie pazienti preferiscono scrivermi le loro
angosce (www.marcorossi.tv), piuttosto che parlarmene
a voce. Pertanto, è importante sapere che
l’orgasmo è soprattutto un evento del cervello, che è la nostra principale zona erogena, e
quindi non va assolutamente pensato come un evento “prodotto” solo dai genitali. L’orgasmo
deve essere un piacere appagante e totale per il corpo e per la mente, ed è per questa sua
totalità che in alcuni casi può fare paura, in quanto il cervello ne è cosi
interamente coinvolto da subire uno “scollegamento”, e quindi una breve alterazione dello stato di
coscienza. Ma, indipendentemente dal tipo d’orgasmo, che come ho detto
è unico e parte dal cervello, spesso molte donne, sentendo salire l'intensità
dell'eccitamento, si “frenano e bloccano”.
L’orgasmo dipende dalla capacità di "
lasciarsi andare", di "abbandonarsi". Ma stanchezza, ansietà, tensione (solo per
citarne alcuni) sono fattori che rendono difficile tale possibilità. Talvolta, pur avendo bisogno
della distensione fisica ed emotiva che deriva da un atto d'amore, uno o alcuni di questi fattori
impediscono di raggiungere l'orgasmo.
Le ragioni di questi freni sono molto spesso da ricercare in un’educazione rigida e
repressiva in ambito sessuale.Tuttavia, il disturbo dell’orgasmo è quasi sempre dipendente da
questioni di natura psicologica, o relative a quelle che nascono nella coppia, per cui si consiglia
alle donne anorgasmiche, per ottenere il massimo piacere dalle esperienze sessuali, di abbandonare
quanto più possibile il controllo e l’autocontrollo, e invece lasciare regnare liberamente le
sensazioni erotiche.
Insomma: durante l’atto sessuale non pensare ne’ al clitoride ne’ ai propri genitali o alla
penetrazione, bensi concentrarsi sulle sensazioni che si stanno vivendo, vivere nel “qui e ora”, e
non pensare ad altro se non al piacere che si riesce a provare.
Minnie Luongo
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